Ho colto un giglio
sul fondo del mare.
Esemplare raro
mi sorride.
Dolcemente ha compreso
il mio immobile
bisogno d'amore.
***
Ho ammassato giorni
su scaffali vuoti.
Mi resta
il tormento di vivere.
***
SOTTILE AGONIA SENZA FINE
L'ansia mina il mio cammino
correndomi dietro
come un diavoletto bastardo
E' gonfia di dolore
la mia mente calpestata
Scimitarre nella notte
affilano le lame:
gocciola
il sangue
della mia libertà.
***
L'EROE DI OGGI
L'eroe di oggi è colui che parla con la voce del cuore,
ascolta e si offre nudo senza maschera alcuna.
Non fugge, ma combatte per accettarsi e amare il più possibile.
Non desidera stare in superficie: s'immerge nel mare dell'umanità.
Condivide i propri tesori, esplora terre nuove,
difende i diritti e le passioni,
predilige la fratellanza all'omologazione,
la poesia al materialismo.
E' uomo, è sogno, è realtà.
***
Il tempo è una nuvola scura
sopra un tetto di vane speranze.
Nella notte l'anima si svuota di certezze:
l'uomo non è altro che un agnello nudo
abbandonato a se stesso.
Onore a chi muore in piedi.
***
NOI DIVERSAMENTE FORTI
La solitudine gela nel cuore
mentre sono qua ad odiare il mio tempo.
Io e gli altri, la vita e me.
Un buco nell'esistenza.
Precoce disillusione data da una società
che non rende onore ai diversamente forti.
***
RICORDI DI GUERRA
Come puoi pensare
di non voler sognare
se la fantasia è la finestra
sull'amore?
Come puoi stare bene
dentro la realtà
senz'amore?
La speranza è dietro i monti
ma il vento mi porta
melodie lontane,
così vicine e struggenti,
che ricordano passioni
unite dai sogni.
Il massacro del vivere quotidiano
annichilisce anche i poeti
che con l'anima affrescano
la cupola dell'esistenza.
Portami un fiocco
di quella neve calda
di gioia,
ho le mani vizze,
rattrappite,
mani che hanno scritto
storie raccontate in gran segreto.
Il paese degli amanti
è senza nome,
abbracciami:
voglio ascoltare ancora
i ricordi dal tuo grembo.
***
PUNTI DI VISTA
Un cumulo di pietre nere
percosse dal sole
Un gatto che passa
visibilmente annoiato
Un uomo che lavora
frustrato
Un giovane che cerca qualcosa
per amare il suo tempo.
Il saggio accoglie la vita.
***
PRIMA NEVE
Questa neve è bianca e vergine
come la voglia di vivere di chi sta ricominciando
ad amare il mondo.
***
IL PARADISO PERDUTO
Uccidere questa vita e cancellarne le tracce
Ricominciare su una terra di guerrieri e poeti valorosi
dove mi spetti la gloria e la pace che mi merito
Vivere nella natura, accoppiarsi, andare in battaglia,
riposare, morire, scrivere memorie,
parlare con la luna, giocare con gli animali
Sognare di volare, rivolti al cielo immenso del crepuscolo
Amare la vita così, cruda come ha da essere,
rivoltarsi di gioia nel fango fertile e profumato
Credere in un Dio, chiunque sia,
accendere fuochi alti come alberi,
addormentarsi ebbri di un giorno o una vita
non importa.
***
Quando dal cuore
mi nasce la poesia,
quando l'assoluto
immortala il mio tempo,
la vita è una donna
che fa vibrare le corde
del mio animo in estasi.
***
Quando al cielo
avrai donato una carezza
ti chiederanno indietro il vento.
Perciò inspira
quest'infinito momento.
***
UCCIDIAMO L'INDIVIDUALISMO
Fogli bianchi appesi a un muro
colorati da mille mani di ragazzi
che sognano un futuro
senza il rosso sangue dell'avidità
di chi sfrutta, degli egoisti,
degli ingordi
La piaga di questa società
è l'individualismo
Scendete in piazza,
accampatevi nell'amore,
uccidete il silenzio delle case
Cercateli, gli individualisti,
spogliateli, derideteli
Vi abbracceranno
piangendo come bambini
Allora li accarezzerete
ridendo insieme
di quanto è stupido l'uomo
a isolarsi da se stesso
creando barriere mortali
***
I LAGHI DEL CUORE
Esistono laghi dove nessuno può scendere
perché risiedono negli incavi del cuore.
A volte si rimane prigionieri
di queste oasi di dolore,
arenati nella disperazione
di una solitudine che piange in silenzio,
udita solamente dalla speranza
che, morendo un po' ogni giorno,
sogna ancora un viaggio chiamato vita.
***
IL SILENZIO CHE PARLA
Non c'è niente di più forte
di una passione che nasce
dalla sofferenza, dal sogno...
Il destino è un filo nell'aria,
gli amanti come due funamboli
s'incontrano a metà strada,
sotto un cielo squarciato
dai mille sguardi dell'anima,
ora distratti ora complici.
Sospesi sul vuoto della vita.
Ciò che tace, spesso
ha un mare da raccontare.
***
AL CENTRO DELLA VITA
Sono un microcosmo di granelli
sparsi in gravità,
un agglomerato di pensieri
indipendenti,
un flusso di maree
senza fine,
un sogno
dentro milioni di sogni.
Un vento
mosso da mille correnti
sconosciute.
***
La libertà è incastrata
nello spiffero della porta.
E' una mosca che non riesce a passare
se qualcuno non apre.
Però la stanza è chiusa da dentro.
La mosca ha scelto di lottare.
Così l'uomo.
Ma la chiave nella serratura
ancora non scatta.
***
IL CONTO DI UNA MADRE
(POESIA DI DENUNCIA)
Un tappo rotto.
Fuoriesce la verità
dalla donna che piange.
Ma sono lacrime bugiarde.
Il figlio ne è testimone.
La osserva sulla porta
a braccia conserte.
Con sguardo di accusa ma stanco.
Sta ancora respirando
i veleni di un'insana
cappa d'amore.
***
Nella notte esplodono
micce di frenesia,
istinti animali
fanno scalpitare gli uomini
golosi di avventure.
Le storie si mischiano nel vino,
ogni parola è un fiato erotico
che sussurra trasgressione.
Voli pindarici tracciano
scene di sesso nel cielo.
Facciamo l'amore nudi,
davanti al camino,
finché il fuoco della brace
non strozzerà l'ultima fiamma
dei suoi eccitanti crepitii.
***
OCCHI APERTI
Una figura dolce
mi sorride spontanea e timida,
ma la bellezza sta proprio qui,
in mezzo alla neve candida e pura.
Un giglio spunta tra le rocce,
nel silenzio del momento
che si affaccia alla tua vita.
***
PISTOIA MIA MAMMA
Pistoia cuore medievale,
culla di poeti e artigiani,
verde vivaio.
Vicoli senza tempo
la rendono immortale,
botteghe e personaggi
le confezionano un abito su misura.
Dai bar del Globo al leoncino
che fa la guardia alla Sala,
mi ritrovo in Piazza del Duomo,
sgombra e piena di bellezza.
La mia anima è rapita da questa città,
che la notte sogno e il giorno amo.
***
Il vecchio pescatore
fuma la pipa sul pontile del molo,
pronto a partire per mare
con la sua barca di legno verniciato.
Osserva un faro
che lampeggia all'orizzonte:
gli ricorda il suo cuore
che da giovane batteva per amore.
Getta la cicca e se ne va,
con le mani in tasca ai pensieri,
a levare l'ancora alla notte,
per salpare verso l'alba
guidato dal vento
e dai bianchi gabbiani di domani.
***
VITE RUBATE IN SILENZIO
Non ci sono parole
per descrivere certe sofferenze:
la morte agisce anche in vita.
La consapevolezza di una situazione grave
è come un masso immobile
violentato dalle intemperie.
Insostenibile l'esistenza rubata
da un destino vigliacco
che taglia i tendini alla nascita.
***
LE SEGRETE DEL PASSATO
Sotterrato in me stesso,
in un'esistenza immobile,
subisco la mia mutezza,
fra le segrete del passato,
dove la tortura è la vita che non batte,
dove l'unica libertà è scrivere delle pene e dei sogni.
La mia mente e la mia anima sono stanche,
un'ora d'aria è troppo poco
per pensare un giorno di uscire in strada.
***
In questo freddo notturno
una glaciale promessa:
mi amerò fino alla morte.
***
Quando la grandine incessante delle mie paure
lascerà il posto a un lago di poesia,
potrò finalmente vagare sulle montagne del cielo.
***
PASSIONE RIBELLE
Ho brama di grandezza
ma raccolgo firme nel vento
in questo ventunesimo secolo.
Rimpiango un'altra epoca
che non ho vissuto,
dove la mia poesia
avrebbe potuto smuovere fiumi,
innamorare fanciulle di corte,
eternare boschi di castelli incantati,
riunire guerrieri prima della battaglia,
popoli in cerca di pastore.
Sotto la pioggia scrosciante dell'Inghilterra,
respirando l'odore di legna bruciata,
canto la mia giovane pulsione.
***
INCUBO REALE
Il cancro del pensiero
mi ha mangiato l'anima,
che, spaurita, ha smesso di credere
nella vita.
Troppe guerre
hanno devastato il mio cuore.
Crepare adesso
sarebbe un buon affare.
Perché sono un uomo stanco
di soffrire, e l'orizzonte
è morto nei miei occhi.
***
FORMICAIO
Due fazioni d'insetti della solita specie
litigano dentro un formicaio,
la mia vita.
***
IL CORAGGIO DI VIVERE
Con la paura che mi tormenta il cuore,
sfreccio sulle strade della vita,
affidandomi all'assurda ironia di mortale
e alla disperata forza che è dell'animale.
***
ZIVAGO
Occhi pieni di dolore, e amore
attraversano la steppa siberiana
guidati da una fiamma imprendibile
che brucia e scoppia nell'animo:
la speranza.
A cavallo del tempo, delle guerre, degli stenti,
un uomo, un poeta, scrive i suoi passi.
Alla ricerca di quel tram dove, salendo,
per la prima volta non sentì
il peso di se stesso.
***
IL SOGNO E LA REALTA'
I pensieri, come spine selvagge,
graffiano l'anima
abbandonata al rumore del vento,
mentre un reale miraggio
scompone gli occhi distratti
in mosaici di vetro tagliente.
***
RICORDI D'INVERNO
Il manto gelido dell'inverno
con la sua neve fumante di pensieri
mi avvolge mentre vago per le strade dei ricordi.
Quando da piccolo restavo sveglio davanti al camino
a sognare un Natale che scaldasse il cuore
di tutti gli uomini senz'amore per se stessi.
***
GLI SPARTITI DELL'AMORE
Amore che culli le mie note gelate e struggenti
in un caldo abbraccio di materna passione,
non ti rivestire del tuo mondo reale,
fammi restare nudo assieme a te su questo letto sospeso,
dove mi basterà il tuo corpo
per riempire gli spartiti della vita che mi manca.
***
POESIA DI-SPERATA SPERANZA
Oggi mi affido alla poesia
come fosse morfina per i sensi,
ma nel vagare incerto dei miei passi
spero in un futuro d'amore,
dove con la poesia
possa un giorno camminare
lungo le rive di un sogno reale.
***
RIUNIONE DEL CREATO
Onde del mare
abbracciano i dolori del mondo
in un orgasmo di tiepida schiuma.
Brilla nel cielo una conchiglia dorata,
lascia cadere lentamente, una ad una,
le perle della vita che rinasce.
***
Un'isola in mezzo al mondo.
Due corpi.
Un tramonto.
Un bacio lungo una vita.
Immagine perfetta all'orizzonte.
***
E' lontano il tempo in cui
si viaggiava su un treno carico di sorprese.
Qualcuno ha interrotto i binari della spensieratezza.
La terra partorisce erbacce,
le stelle hanno spento la luce.
Cala il sipario su uno spettacolo concluso.
Nemmeno il circo, umile e generoso,
ha più la forza di aprire i tendoni.
***
Un impotente niente
Amo il silenzio e il respiro del mio cuore,
sul fondo del mare.
Esemplare raro
mi sorride.
Dolcemente ha compreso
il mio immobile
bisogno d'amore.
***
Ho ammassato giorni
su scaffali vuoti.
Mi resta
il tormento di vivere.
***
SOTTILE AGONIA SENZA FINE
L'ansia mina il mio cammino
correndomi dietro
come un diavoletto bastardo
E' gonfia di dolore
la mia mente calpestata
Scimitarre nella notte
affilano le lame:
gocciola
il sangue
della mia libertà.
***
L'EROE DI OGGI
L'eroe di oggi è colui che parla con la voce del cuore,
ascolta e si offre nudo senza maschera alcuna.
Non fugge, ma combatte per accettarsi e amare il più possibile.
Non desidera stare in superficie: s'immerge nel mare dell'umanità.
Condivide i propri tesori, esplora terre nuove,
difende i diritti e le passioni,
predilige la fratellanza all'omologazione,
la poesia al materialismo.
E' uomo, è sogno, è realtà.
***
Il tempo è una nuvola scura
sopra un tetto di vane speranze.
Nella notte l'anima si svuota di certezze:
l'uomo non è altro che un agnello nudo
abbandonato a se stesso.
Onore a chi muore in piedi.
***
NOI DIVERSAMENTE FORTI
La solitudine gela nel cuore
mentre sono qua ad odiare il mio tempo.
Io e gli altri, la vita e me.
Un buco nell'esistenza.
Precoce disillusione data da una società
che non rende onore ai diversamente forti.
***
RICORDI DI GUERRA
Come puoi pensare
di non voler sognare
se la fantasia è la finestra
sull'amore?
Come puoi stare bene
dentro la realtà
senz'amore?
La speranza è dietro i monti
ma il vento mi porta
melodie lontane,
così vicine e struggenti,
che ricordano passioni
unite dai sogni.
Il massacro del vivere quotidiano
annichilisce anche i poeti
che con l'anima affrescano
la cupola dell'esistenza.
Portami un fiocco
di quella neve calda
di gioia,
ho le mani vizze,
rattrappite,
mani che hanno scritto
storie raccontate in gran segreto.
Il paese degli amanti
è senza nome,
abbracciami:
voglio ascoltare ancora
i ricordi dal tuo grembo.
***
PUNTI DI VISTA
Un cumulo di pietre nere
percosse dal sole
Un gatto che passa
visibilmente annoiato
Un uomo che lavora
frustrato
Un giovane che cerca qualcosa
per amare il suo tempo.
Il saggio accoglie la vita.
***
PRIMA NEVE
Questa neve è bianca e vergine
come la voglia di vivere di chi sta ricominciando
ad amare il mondo.
***
IL PARADISO PERDUTO
Uccidere questa vita e cancellarne le tracce
Ricominciare su una terra di guerrieri e poeti valorosi
dove mi spetti la gloria e la pace che mi merito
Vivere nella natura, accoppiarsi, andare in battaglia,
riposare, morire, scrivere memorie,
parlare con la luna, giocare con gli animali
Sognare di volare, rivolti al cielo immenso del crepuscolo
Amare la vita così, cruda come ha da essere,
rivoltarsi di gioia nel fango fertile e profumato
Credere in un Dio, chiunque sia,
accendere fuochi alti come alberi,
addormentarsi ebbri di un giorno o una vita
non importa.
***
Quando dal cuore
mi nasce la poesia,
quando l'assoluto
immortala il mio tempo,
la vita è una donna
che fa vibrare le corde
del mio animo in estasi.
***
Quando al cielo
avrai donato una carezza
ti chiederanno indietro il vento.
Perciò inspira
quest'infinito momento.
***
UCCIDIAMO L'INDIVIDUALISMO
Fogli bianchi appesi a un muro
colorati da mille mani di ragazzi
che sognano un futuro
senza il rosso sangue dell'avidità
di chi sfrutta, degli egoisti,
degli ingordi
La piaga di questa società
è l'individualismo
Scendete in piazza,
accampatevi nell'amore,
uccidete il silenzio delle case
Cercateli, gli individualisti,
spogliateli, derideteli
Vi abbracceranno
piangendo come bambini
Allora li accarezzerete
ridendo insieme
di quanto è stupido l'uomo
a isolarsi da se stesso
creando barriere mortali
***
I LAGHI DEL CUORE
Esistono laghi dove nessuno può scendere
perché risiedono negli incavi del cuore.
A volte si rimane prigionieri
di queste oasi di dolore,
arenati nella disperazione
di una solitudine che piange in silenzio,
udita solamente dalla speranza
che, morendo un po' ogni giorno,
sogna ancora un viaggio chiamato vita.
***
IL SILENZIO CHE PARLA
Non c'è niente di più forte
di una passione che nasce
dalla sofferenza, dal sogno...
Il destino è un filo nell'aria,
gli amanti come due funamboli
s'incontrano a metà strada,
sotto un cielo squarciato
dai mille sguardi dell'anima,
ora distratti ora complici.
Sospesi sul vuoto della vita.
Ciò che tace, spesso
ha un mare da raccontare.
***
AL CENTRO DELLA VITA
Sono un microcosmo di granelli
sparsi in gravità,
un agglomerato di pensieri
indipendenti,
un flusso di maree
senza fine,
un sogno
dentro milioni di sogni.
Un vento
mosso da mille correnti
sconosciute.
***
La libertà è incastrata
nello spiffero della porta.
E' una mosca che non riesce a passare
se qualcuno non apre.
Però la stanza è chiusa da dentro.
La mosca ha scelto di lottare.
Così l'uomo.
Ma la chiave nella serratura
ancora non scatta.
***
IL CONTO DI UNA MADRE
(POESIA DI DENUNCIA)
Un tappo rotto.
Fuoriesce la verità
dalla donna che piange.
Ma sono lacrime bugiarde.
Il figlio ne è testimone.
La osserva sulla porta
a braccia conserte.
Con sguardo di accusa ma stanco.
Sta ancora respirando
i veleni di un'insana
cappa d'amore.
***
Nella notte esplodono
micce di frenesia,
istinti animali
fanno scalpitare gli uomini
golosi di avventure.
Le storie si mischiano nel vino,
ogni parola è un fiato erotico
che sussurra trasgressione.
Voli pindarici tracciano
scene di sesso nel cielo.
Facciamo l'amore nudi,
davanti al camino,
finché il fuoco della brace
non strozzerà l'ultima fiamma
dei suoi eccitanti crepitii.
***
OCCHI APERTI
Una figura dolce
mi sorride spontanea e timida,
ma la bellezza sta proprio qui,
in mezzo alla neve candida e pura.
Un giglio spunta tra le rocce,
nel silenzio del momento
che si affaccia alla tua vita.
***
PISTOIA MIA MAMMA
Pistoia cuore medievale,
culla di poeti e artigiani,
verde vivaio.
Vicoli senza tempo
la rendono immortale,
botteghe e personaggi
le confezionano un abito su misura.
Dai bar del Globo al leoncino
che fa la guardia alla Sala,
mi ritrovo in Piazza del Duomo,
sgombra e piena di bellezza.
La mia anima è rapita da questa città,
che la notte sogno e il giorno amo.
***
Il vecchio pescatore
fuma la pipa sul pontile del molo,
pronto a partire per mare
con la sua barca di legno verniciato.
Osserva un faro
che lampeggia all'orizzonte:
gli ricorda il suo cuore
che da giovane batteva per amore.
Getta la cicca e se ne va,
con le mani in tasca ai pensieri,
a levare l'ancora alla notte,
per salpare verso l'alba
guidato dal vento
e dai bianchi gabbiani di domani.
***
VITE RUBATE IN SILENZIO
Non ci sono parole
per descrivere certe sofferenze:
la morte agisce anche in vita.
La consapevolezza di una situazione grave
è come un masso immobile
violentato dalle intemperie.
Insostenibile l'esistenza rubata
da un destino vigliacco
che taglia i tendini alla nascita.
***
LE SEGRETE DEL PASSATO
Sotterrato in me stesso,
in un'esistenza immobile,
subisco la mia mutezza,
fra le segrete del passato,
dove la tortura è la vita che non batte,
dove l'unica libertà è scrivere delle pene e dei sogni.
La mia mente e la mia anima sono stanche,
un'ora d'aria è troppo poco
per pensare un giorno di uscire in strada.
***
In questo freddo notturno
una glaciale promessa:
mi amerò fino alla morte.
***
Quando la grandine incessante delle mie paure
lascerà il posto a un lago di poesia,
potrò finalmente vagare sulle montagne del cielo.
***
PASSIONE RIBELLE
Ho brama di grandezza
ma raccolgo firme nel vento
in questo ventunesimo secolo.
Rimpiango un'altra epoca
che non ho vissuto,
dove la mia poesia
avrebbe potuto smuovere fiumi,
innamorare fanciulle di corte,
eternare boschi di castelli incantati,
riunire guerrieri prima della battaglia,
popoli in cerca di pastore.
Sotto la pioggia scrosciante dell'Inghilterra,
respirando l'odore di legna bruciata,
canto la mia giovane pulsione.
***
INCUBO REALE
Il cancro del pensiero
mi ha mangiato l'anima,
che, spaurita, ha smesso di credere
nella vita.
Troppe guerre
hanno devastato il mio cuore.
Crepare adesso
sarebbe un buon affare.
Perché sono un uomo stanco
di soffrire, e l'orizzonte
è morto nei miei occhi.
***
FORMICAIO
Due fazioni d'insetti della solita specie
litigano dentro un formicaio,
la mia vita.
***
IL CORAGGIO DI VIVERE
Con la paura che mi tormenta il cuore,
sfreccio sulle strade della vita,
affidandomi all'assurda ironia di mortale
e alla disperata forza che è dell'animale.
***
ZIVAGO
Occhi pieni di dolore, e amore
attraversano la steppa siberiana
guidati da una fiamma imprendibile
che brucia e scoppia nell'animo:
la speranza.
A cavallo del tempo, delle guerre, degli stenti,
un uomo, un poeta, scrive i suoi passi.
Alla ricerca di quel tram dove, salendo,
per la prima volta non sentì
il peso di se stesso.
***
IL SOGNO E LA REALTA'
I pensieri, come spine selvagge,
graffiano l'anima
abbandonata al rumore del vento,
mentre un reale miraggio
scompone gli occhi distratti
in mosaici di vetro tagliente.
***
RICORDI D'INVERNO
Il manto gelido dell'inverno
con la sua neve fumante di pensieri
mi avvolge mentre vago per le strade dei ricordi.
Quando da piccolo restavo sveglio davanti al camino
a sognare un Natale che scaldasse il cuore
di tutti gli uomini senz'amore per se stessi.
***
GLI SPARTITI DELL'AMORE
Amore che culli le mie note gelate e struggenti
in un caldo abbraccio di materna passione,
non ti rivestire del tuo mondo reale,
fammi restare nudo assieme a te su questo letto sospeso,
dove mi basterà il tuo corpo
per riempire gli spartiti della vita che mi manca.
***
POESIA DI-SPERATA SPERANZA
Oggi mi affido alla poesia
come fosse morfina per i sensi,
ma nel vagare incerto dei miei passi
spero in un futuro d'amore,
dove con la poesia
possa un giorno camminare
lungo le rive di un sogno reale.
***
RIUNIONE DEL CREATO
Onde del mare
abbracciano i dolori del mondo
in un orgasmo di tiepida schiuma.
Brilla nel cielo una conchiglia dorata,
lascia cadere lentamente, una ad una,
le perle della vita che rinasce.
***
Un'isola in mezzo al mondo.
Due corpi.
Un tramonto.
Un bacio lungo una vita.
Immagine perfetta all'orizzonte.
***
E' lontano il tempo in cui
si viaggiava su un treno carico di sorprese.
Qualcuno ha interrotto i binari della spensieratezza.
La terra partorisce erbacce,
le stelle hanno spento la luce.
Cala il sipario su uno spettacolo concluso.
Nemmeno il circo, umile e generoso,
ha più la forza di aprire i tendoni.
***
Un impotente niente
che però contiene tutto
isola la Verità di certi uomini,
mentre il mondo predone
si condanna a morire
nella propria Vacuità.
***
IL BALCONE SULLE MURA
Vorrei varcare la tua soglia
per liberare l’amore che mi rugge dentro.
Condividere con te la mia infinita libertà,
mentre ti spoglio nel sole di un attimo.
***
Amo il silenzio e il respiro del mio cuore,
quando alla notte, dalle mie mani si lascia carezzare.
***
GRAZIE
Quando sei con me, Poesia, non temo alcun male.
Mi fai vivere quello che sono veramente e gli dai voce.
Filtri nel mio cuore debole e gelato raggi di autentica speranza.
Ti amo più della mia stessa vita che non so vivere.
Mi auguro che ci sarai tu, un giorno, a tenermi la mano.
***
Vorrei essere la luna
per ovattarmi nei miei bellissimi silenzi.
***
Non c’è amore che dimori in me,
esistere mi distrugge il cuore.
Vorrei essere libero come il vento
per raccogliere emozioni
fino a morire di troppa gioia.
***
Ruspe mi rimestano l’anima senza pietà,
sento la terra che viene smossa e appianata.
Ormai non sono che il deserto di me stesso.
***
La mia vita è un archivio polveroso
di una stanza chiusa al mondo;
quando cala la notte
il silenzio è un’accetta
che infierisce sul mio cuore.
Sono stanco di fare i conti col pensiero,
che sia per esistere o vivere:
la poesia è il mio unico pezzo di polmone.
COMPAGNI DI VITA
Gli amici con i quali ti accompagni per tutta la vita
sono i fari del tuo mare in tempesta,
i vestiti caldi per l’inverno,
i cinematografi accoglienti di periferia,
la leggera ironia che sorvola la sorte,
le passeggiate notturne a parlare e fumare mentre la città dorme,
i sogni e le speranze in cassa comune,
le solitudini azzerate,
i diari sfogliati, raccontati.
Le persone con cui un giorno vorresti anche morire.
***
Le panchine sono allineate davanti alla strada
come se aspettassero la fine di un’epoca.
Un vecchio sul marciapiede spinge la carriola
piena dei suoi ossi già consumati
verso il cassonetto dell’oblìo.
Il piccolo treno a due vagoni è passato troppo in fretta
sui binari dietro il giardino.
La sera è scesa troppo presto,
i lampioni del parco sono deboli,
fanno solo un po’ di luce sulle foglie secche,
sbriciolate come i miei sensi.
C’è chi si ferma sul prato con il cane al guinzaglio
come se fosse venuto a portare fuori
le sue colpe da espiare.
Il vento di fine settembre è ancora tiepido,
ma non emana su di me soffio vitale:
non riesco a liberarmi da questo mondo che ho creato.
***
METAFORA VIOLENTA
La spiaggia stesa bagnata dal mare di sperma
mi pare una donna prona stuprata abbandonata.
***
ESISTENZA
Un battito d’ali
nel cielo di cenere
rammenta una fioca speranza
all’uomo che assiste
morire la sua vita.
***
IL VECCHIO GLICINE
Questo glicine mi pare un vecchio saggio con la barba
che è dovuto restare piantato nella terra
e sulla Terra ha imparato a vivere,
fermo e immobile come i muti consigli
che in quest’ultima notte d’estate sono riuscito ad udire.
***
DI NUOVO E PER SEMPRE AMORE
Ti carezzo il viso con lo sguardo,
tu mi sorridi e io ho le farfalle allo stomaco.
Conoscendoti nuovamente scopro
che siamo sempre stati destinati ad amarci,
fin da quando si era bambini e ci raccontavamo i segreti
nell’orto di tuo nonno dietro casa,
mentre i grandi erano in qualche stanza a parlare nel loro alfabeto.
Ora che ti ho ritrovata
e sei una donna e vivi in una grande città,
non è facile, ma presto verrà natale
e tornerai qui dove siamo nati e allora ti porterò
nell’orto di tuo nonno dietro casa
a raccogliere i frutti del nostro amore che rinasce.
***
IL VECCHIO BAMBINO
Due piccioni beccano il pane
del vecchio col sacchetto
rimasto solo da tempo.
Sguardo languido,
mani tremanti,
cuore infreddolito;
ora si alza
ma non sa dove andare,
a casa nessuno lo aspetta.
Nemmeno una carezza per cena,
solo un po’ di brodo
che non manda giù,
perché ci vede l’amore mai avuto.
***
Campane morte
si sciolgono in cenere
sul sagrato della chiesa,
mentre il frate si uccide
pregando in ginocchio al cielo
sul sagrato della chiesa.
***
Lo specchio della mia vita riflette cose che non vedo,
da qui nasce il mio incosciente incedere tentoni,
aggrappato alle mie paure e al mio sentire.
Mani generose mi offrono torce nell’oscurità,
ma in cambio vogliono che getti il mio bastian contrario.
Così proseguo nella penombra
inventando la mia storia.
***
Nella penombra di questo albergo
miro e rimiro una giornata stanca:
penso al mio edonismo adottato
nel dolore di un vissuto turbato,
fatto di eccessi e smanie,
vuoti e gabbie,
vatismo e rimugino.
Ombre o uccelli mi aspettano al varco.
***
IL CUORE DI NAPOLI
Dalla terrazza vidi Napoli,
in me si mischiarono le meraviglie del mondo,
là ci sta gente che tiene il sole negli occhi,
che quando parla ti fa sentire la musica.
Mi presero sottobraccio e mi portarono al mare:
“Daccì e’ pensièr e goditì chesta bellèzz”,
zuppo di gioia mi addormentai sulla rena.
Al risveglio il calore di quella terra, di quelle persone
mi fece credere che stessi sognando;
ma quando sul treno del ritorno mi misi a riflettere,
capii che Napoli ti accoglie nuda e cruda,
senza curarsi di ciò che ti ha spinto da lei.
***
In questo silenzio non ci sono storie da vivere,
l’arrendevolezza pigia i sogni in fondo al cassetto.
Tra le mani tiene il mondo delle possibilità,
ma è una sfera che brucia:
riuscirà a dominarla e finalmente scegliere
grazie alla passione di una nuova linfa?
***
INSONNIA DI PIACERE
Sorbisco istanti di te a guardare il tuo corpo
che giace sul lenzuolo bianco di lino,
cullato dal sonno.
La rotondità delle linee dei fianchi,
il respiro abbandonato alla quiete della notte
che contrae il ventre materno.
La chioma dai capelli biondi, fluenti, selvaggi
sciolta sulla schiena morbida,
i glutei ritti, magnetici.
Mi adagio di fianco contro il tuo corpo,
ti stringo i seni sodi e lisci,
cresce il mio desiderio
adesso che sento il tuo eccitante mugolìo,
mentre lentamente ti svegli.
***
MORTALITA’
Spirali di fumo
da milioni di bocche
vanno smaniose
su per il cielo,
ma solamente terra e cenere
riporta il vento:
penoso spettacolo
dell’umanità senza risposte.
***
STORIA DI UNA CAPINERA
Dietro le grate amore mio,
che sogni il tuo uomo con i baffi,
rinchiusa in una cella di menzogne.
Ti vogliono rapire la volontà, giovane novizia,
ma tu ami il tuo peccato, dove non c’è peccato
se non quello di concedersi al vento che hai nel cuore.
***
Per cause che non conosco
mi torturano da dentro.
Un urlo straziante
ma fuori non si sente:
odio, fortemente odio
questa vita che non voglio!
***
UNA NOTTE, UNO STADIO, UNA VITA
I fari proiettano una strana foschia nel cielo.
Non riesco a vedere il campo,
ma so che sull’erba umida
dentro ogni scarpetta c’è un sogno,
un sogno che rapisce gli spalti,
il sudore, il febbricitare e le speranze
di questa gente che osservo:
campioni per una notte
in mezzo alle sconfitte della vita.
***
DOVE SONO I MIEI GIORNI?
Cerco parole in questa stanza
ma l’eco dei muri è un sordo vuoto.
Dentro me è smarrita la poesia,
come strozzata è la musica in un flauto.
Giganti destrieri neri galoppano la mia paura.
A mille miglia da me è la mia vita;
stretta al collo la vita con cui vivo.
Sono naufrago su di un’isola cinta di nebbia,
a largo galeoni di pirati stanno depredando i miei pesci.
***
LA BAITA DEGLI ULIVI
La baita degli ulivi
nel cuore della riviera
ospita camper d’illusioni.
Piadine servite a poeti viaggiatori,
peter pan della notte,
turisti a caccia di cartoline.
Fra gli ulivi le amache
dondolano pensierose al vento.
La mente dello scrittore
è una finestra sempre aperta,
come adesso sulla baita degli ulivi,
dove il profumo di una calda piada
mi porta in casa il sapore,
la fragranza di un istante di mondo.
***
LA FINE DI UN GUERRIERO
Vorrei morire accasciato su di un prato,
steso come un guerriero
che si è battuto contro un drago troppo forte,
come un guerriero a cui fu data
un’arma a doppio taglio, la sua mente.
***
RIEVOCAZIONE
Il medioevo stasera rivive
con le sue danze nella foresta,
fra ritmi allegorici e alberi secolari.
Si ravviva il fuoco della memoria.
Costumi e nastri colorati
intrecciano i sorrisi delle donzelle allietate.
Duellanti si battono a colpi di spada
beando la piazza del paese.
Uno sbandieratore intrattiene occhi nel cielo.
Epoca buia della storia
o arcana magia senza tempo?
***
Un uomo a pezzi senz’amore,
bottiglia di vetro fragile,
figlio debole del gregge.
Un uomo perso nei suoi occhi,
bambino indifeso che fuma sigarette,
rosa senza spine.
Il mondo che lo schiaccia
con l’arroganza di un tranviere,
il tranviere del tram che deve prendere
se non vuole morire col cordone
attaccato alla placenta dell’infanzia ferita.
***
La solitudine mi spacca l’anima
in questo regno di nevrosi
dove sanguinano versi dal dolore.
Una catena al collo per non abbaiare
è la punizione che spetta a certi uomini,
le cui debolezze sono guinzagli troppo corti
per camminare liberi sui prati della libertà.
Nell’infinito stasera voglio morire.
***
LE ONDE NON ASPETTANO
Nella barca del tempo i sogni sono stelle
che navigano attraverso la galassia del mistero.
Non interrogare le domande,
respira la tua paura di mortale e rema felice,
il resto sono solo belle parole, magari puoi cantarle,
ma continua a remare, perché le onde…
le onde non aspettano.
***
IL VUOTO DEL NUOVO MILLENNIO
Questo silenzio che agita le mani nel vuoto
è una triste assenza di emozioni
che ci lavora ai fianchi, piano piano.
Fumano le sigarette nei corpi,
dalle terrazze buie dei quartieri residenziali.
Dov’è il senso di questi giorni ammassati?
Dov’è il seme per piantare un nuovo mondo?
***
NOTTE BIANCA
Volterra notte incantata di lucida follia,
pensieri sommersi da fiumi di vino,
uccelli d’alabastro solcavano piazza dei Priori,
mentre l’umanità banchettava con dio.
Un’anima deviata si perdeva nei vicoli,
ascoltando i sonetti dell’ultimo armaiolo.
Incisi il poetare sul cuore del borgo
e due ali di vento mi portarono in cielo.
***
L’ORIGINE DELL’ESTRO
Pezzi di personalità
frullano nell’aria
come farfalle luminose
regalando al mondo
artistiche avventure
narrate sul momento.
***
LA SALVEZZA DELLA SPERANZA
Ci si aggrappa alle speranze
come fossero mammelle di mamma.
Per non naufragare.
Le speranze ci tengono in vita,
come questo mio essenziale scrivere
che mi dirotta verso porti di pace, libertà.
Sono un gabbiano.
Preziosa è la speranza,
rosario consumato dal sudore delle mani
che tanto hanno pregato e amato.
Volare sarebbe magnifico.
***
LE RAGIONI DEL CUORE
E’ una poesia disperata
che mi nasce dalla rabbia e dallo sgomento
di un vivere tarpato, violentato.
Nei miei occhi marchiati si uccide il tempo dei sogni
in un lento soffocare.
Quale privazione, quale dolore per un giovane uomo
diventato poeta per non morire!
Porterò ancora la croce,
finché il cuore non sarà stanco dell’ossigeno filtrato.
***
COLTRE
Sono un angelo con le ali tarpate
che vorrebbe amare la vita e una donna,
ma ci sono troppe nubi nel mio cielo
perché possa godere delle stelle.
***
Scoprire un borgo in Toscana è una bellezza abbagliante.
Il fascino dei vicoli, delle case di pietra, delle porte di legno,
delle corti, dei dettagli, degli scorci, ti rapisce.
S’agita un vento d’orgasmo nel poeta, nel pittore, nell’artista,
che vorrebbe rimanere per sempre in estasi:
seduto fuori dal bar rionale a fumare dentro l’anima del borgo,
cullato dalla brezza di una calma senza tempo.
***
LA SOLITUDINE DI CERTI VOLI
Quest’inevitabile martirio è un vento troppo forte
da mutarlo in brezza, porta via anche le lacrime
dagli occhi del bambino morto nel cristallino degli anni.
Ho inciso “sofferenza” sul corpo, ma pochi riescono a leggerla:
osservando un falco volare sopra le montagne
ho capito che quel falco sono io rinchiuso nella voliera del cielo,
un uccello troppo raro per riconoscersi in se stesso.
***
LA VITA DELLA SPUGNA
Gli anni passano,
se ne vanno via anche le morti,
ma la mia anima rimane una spugna muta,
che si contorce nel suo male inespugnabile.
***
SCENARIO DI GUERRA
E' un dolore sordo fra queste bombe, in Iraq.
Giornate dietro muri feriti ad annusare il fumo denso
che sanguina dal cielo.
E' esplosa una mina in un campo:
quattro dita di bambino.
Il tenente scende dal tank
e le raccoglie una ad una.
Qui non ci sono giostre, torna a casa.
Non ho casa, i miei sono morti a Baghdad l'altro ieri.
Una scuola va a fuoco:
maestro venga via!
Non badare a mé,
scappa, più lontano che puoi!
Non ho niente da insegnarti,
impara a non ucciderti.
***
18/6/11 MONTECARLO MI HA RAPITO PRIMA DELLE CINQUE
Montecarlo perla incantata di Toscana,
si respira un’aria magica
in questo vicolo di botteghe,
un bar, un enoteca, le note dei Beatles,
i volontari della Misericordia, gli anziani,
la signora degli alimentari affacciata,
un husky a passeggio,
un signore guercio che sorride.
Sono rapito dalla brezza di Montecarlo
in questo vicolo senza tempo
dove tutto si è fermato
e la mia mente rinasce.
Nessuno sa che c’è un poeta
che fruga nei loro sguardi,
la danza non si ferma,
ma la penna si posa
al rintocco delle cinque.
***
UN AQUILONE A TERRA
E’ una battaglia infinita
quella dentro me stesso,
si sale e si scende
per ritrovarsi sdraiati come al solito
su una branda di prigione.
Non c’è vento che conforti
un aquilone a terra:
Forse la libertà sta scritta in cielo;
Un fuoco non si accende
se piove troppo
e la scintilla della volontà
non sempre basta
ad infiammare la legna del riscatto.
***
STANDO A GUARDARE
Ali di gabbiano si librano
lentamente in cielo,
mentre, dalla terrazza sul mare,
un uomo fuma pensieri al vento,
cercando una risposta
al desìo dell’esistenza:
Brucia la vita
negli occhi del tempo.
***
SOLO AQUILONI NEL CIELO DI DOMANI
Ci sarà una passione
che sia più forte del dolore,
dell’impotenza,
una musica che ti porti
nel regno della pace,
dove tutto è accordato,
dove le anime sono
incontaminate…?
Ci sarà nell’aria
una malia da respirare,
per elevarsi al di sopra
di ogni paura,
per guardare in faccia
ciascuna vita
allo stesso modo…?
Ci saranno finalmente, un giorno,
solo aquiloni
nel cielo di domani…?
***
OLTRE LA VITA
Camminare a piede libero sulle distese del cielo
dove solo i cuori e le emozioni possono vivere
Divenire figura eterea di tutto questo
senza il peso di una mente per capire
un significato che non esiste,
perché la vita è troppo grande
anche solo per considerarsi uomini.
***
LA SIRENA SULLA RIVA
Un implacabile maremoto
sta uccidendo la mia anima.
I fari sono sommersi,
le ancore sciolte e
non c’è porto che mi accolga.
Morirò all’asciutto, sulla riva,
accanto a una sirena arenata.
Ci ritroveremo in un’altra vita più giusta,
dove il silenzio non potrà tacere.
***
MORTE DELL’AUTENTICITA’ DELLE COSE
Lande desolate,
corpi morti per miglia,
apocalittico destino
dell’uomo lasciato solo,
senza una guida.
Ogni giorno ciascun frate
dà un’estrema unzione,
come la stesse dando a se stesso.
Piange il cuore dei puri,
chiamati deboli,
perché oggi la forza sta nel trucco.
Cola per sempre il rimmel
dagli occhi delle signore
che non conobbero occhiali e cartapesta.
***
MARE DENTRO
Vorrei che il blu del mare
scorresse nei miei occhi,
che le onde mi fluttuassero nell’anima,
essere un porto di pace
per la mia vita indifesa,
così da poter godere senza timore
di ogni singolo momento terreno.
***
In questo circolo di creature impazzite
sono l’ombra di un albero ferito,
il leone che corre senza meta per la savana,
l’anima della fiera abbattuta.
Ma soprattutto l’eco del mondo
che subisce la sua perdizione.
***
LA VIA DEL GUERRIERO
La luce sgorghi su di mé
che non so
Venga la consapevolezza
a guidarmi
la volontà
ad alzarmi
il coraggio
a portarmi la spada
***
Dammi l’amore
che lo verso in questa bisaccia,
ti giuro che me la farò bastare.
Se dovessi berla tutta insieme,
allora amica mia,
vorrà dire che sarò morto,
morto d’amore.
***
ARABESCO
Pagina bianca
ascolta i miei pensieri,
arabescali su di te,
arabescati di mé.
***
VENTO
Il mestiere di scrivere non ha domani,
è una chiamata alle armi del momento,
che sia dolore o gioia non importa:
l’essenziale è che sia vento da catturare,
impercettibile apostrofo in campo bianco.
Godete del poeta,
del suo alfabeto bislacco.
Un giorno un amico mi disse:
“Non aspettare ispirazione,
siediti a tavolino,
lascia scorrere il pensiero.”.
Così, come creatura folle e delirante
sono qui, spaurito,
a riempirmi di silenzi.
***
JAZZ CLUB
Locale fumoso,
luci basse,
piatti percossi che battono
il ritmo della vita,
malinconico jazz
che si aggrappa
al rantolo dell’esistenza
facendo un sottile chiasso
il quale cerca risposte
nell’oscurità del comune disorientamento.
***
Le mie emozioni sono particelle
perse nello spazio
Appartengo a questa vita
ma mi sento uno spettatore
di niente
Mentre tutto accade.
Un urlo per liberarmi
o uccidermi,
inconsistente illusione
La verità è che nuoto
nella mota
di una palude nebbiosa.
Vorrei essere qualcuno
o qualcosa
dentro la mia nicchia
di mondo
Perché esistere distrugge
la possibilità di vivere.
***
Sonnacchiose giornate
a coprire le emozioni
Nel caos calmo della città
scoppia un urlo
risvegliando ricordi,
storie vere, speciali
di uomini qualunque
che hanno amato la terra,
la donna e Dio
oppure storie diverse
che di diverso hanno solo il destino
Il filo conduttore, la trama
di tutte queste vite
sono l’amore, l’innocenza di essere vivi,
il viaggio
Un giorno non molto lontano,
qualcuno ci farà vedere.
***
C’E’ SOLO L’AMORE E POCO ALTRO
Almeno l’amore per lei e di lei
da questa vita amara
voglio avere
Almeno un po’ di quella droga
per evadere assieme a te, poesia,
da quest’inferno terreno
Costruire ogni giorno
un sogno a quattro mani:
unico scopo da qui all’aldilà.
***
Laddove il mare muore
Laddove l’onda ferita riposa
Laddove il vecchio saggio dorme
Laddove un bacio d’addio si consuma
Laddove le parole escono stanche ma vere
In tutto questo, come un vento fra gli alberi,
si fa spazio la vita.
***
Dove sta la pace
in questo inutile e deleterio
smottamento di pensieri?
In quale punto il cuore
si può alzare in volo
per godere dell’amore?
Dov’è che si possono smaltire
il dolore, la frustrazione?
Come si conquista la libertà
di vivere i propri momenti
nella dovuta completezza
di un’esistenza donata?
***
LA DANNAZIONE DELLA LEGGENDA
Animali maledetti
nati liberi
ma chiusi in propria cella
con libertà diversa,
mondo parallelo.
I miti viventi
maghi nel compiacersi,
edonisti moderni,
artisti o filosofi
che succhiano la vita
fino al tramonto
slabbrando il razionale.
***
Ti ruberò l’anima, ma, per non farti soffrire,
avrai in affitto il mio cuore.
Che mi dici dei tuoi occhi?
A loro basterà il mio corpo
con l’essenza turbata ma pura dell’io?
Apri le labbra che intanto ti dono l’universo.
***
TESTAMENTO
La croce sulla schiena
portata lungo la via di ghiaia
a piedi nudi.
Il sole troppo forte in faccia,
come le cose belle
che non puoi sorbire.
L’uomo il quale non si piega
alla volontà di dio.
Se morirà sull’eremo
sarà per le radici troppo salde
a qualcosa di dannatamente suo.
***
NARCISISMO AUTODISTRUTTIVO
Niente mi piglia,
sono protagonista e spettatore
di una storia vissuta senza voglia.
Autostoppista sulla via del limbo,
avanti e indietro senza una meta,
oziando su treni merci
carichi di sconsolati automi per metà.
A fissare troppo a lungo il pensiero
si finisce col perdersi
e il posto al mondo dov'è più facile smarrirsi
è dentro di noi.
***
Mi sento vuoto e insofferente in superficie,
lo spettro dei miei dolori mi violenta con calma
lasciandomi in assenza di gravità:
con gli occhi bendati non posso fare domande.
***
PREGHIERA
Amore scendi su di mé,
sul mio cuore inaridito,
irradiami il corpo,
seppellisci le ferite,
fammi uscire, amare.
Scongela la mia libertà
che vivrò anche solo d’aria
fino all’ultimo tramonto.
***
IL LEONE E LA STELLA
Questa mancanza di emozioni mi tedia il cuore,
che come un leone in gabbia,
mesto si accuccia in un angolo
con gli occhi abbassati, sfiniti di dolore.
Al pari di un micio avrebbe bisogno d’amore,
ma nel cielo sopra la prigione aperta
c’è una stella antica e malvagia che con un fascio di luce
risucchia e reprime le sue innocenti volontà.
***
Mare di niente
che contiene tutto,
il miserabile tutto.
L’uomo è un martire
perché la vita non è un dono,
ma una bestia da domare
finché non muore.
***
Il rumore di ogni istante mi calcifica le vene.
Ora il tonfo sordo di un vuoto enorme:
la morte interiore.
Fiumi e paesaggi scorrono dal treno,
ma la mia anima non trova sogni
all’orizzonte del suo sguardo.
***
LO STUPORE DELLA BELLEZZA
L’immensità di una bellezza
ti rapisce i brividi
con l’immagine eternata
di una meraviglia senza tempo,
costringendoti agnello docile,
incantato a rimirare.
***
IL PENSIERO MOLESTO
Hanno attaccato al chiodo l’anima,
privando l’uomo della linfa.
Occhi vuoti fissano gli attimi
che bruciano in una pira d’ingiustizia.
Il pensiero talvolta si nutre
dell’unica vita che uno ha.
***
IL TESTAMENTO DEI DEBOLI
Ci sono correnti troppo forti, amore mio,
da poterli resistere, ma se alzi il cuore al cielo,
vedrai ciò che di buono hanno i deboli;
Il silenzio della loro frustrazione
solleverà la certezza che bisogna spogliarsi
interamente, per essere fratelli.
***
IL GABBIANO CHE VOLEVA VIVERE
Niente da dire al mondo
da questa spiaggia deserta, buia
nonostante il sole sull’oceano
Grandi rocce di scogliera
a fermare invano le nuvole del tempo
che si abbattono grigie sull’isola,
dove un gabbiano con le ali legate
sta scrivendo sopra la battigia
i suoi ultimi versi d’amore.
***
Il tormento di non provare emozioni
si dimena nella piaga infetta del mio dolore
uccidendomi ad ogni respiro.
***
IL POETA MALEDETTO
Compongo versi
con il sangue
di una ferita
che tale resterà
Odio la vita
con tutta la mia
silenziosa e forte rabbia
Con la poesia
sono capace di uccidere:
come un arciere
maledetto da se stesso
scocco dardi
per piegare di dolore
chi non mi venera.
***
CHIUSO DA DENTRO
Questo silenzio mi assorda,
il cuore non batte,
la notte non mi parla.
La paura mi coglie disarmato:
continua l’eterna tortura.
***
ROSSO
Rosso come due labbra carnose
che sbocciano di passione
Nudo come il corpo di velluto
imperlato di sudore
di una Venere mediterranea
Azzurro come lo zaffiro
dei suoi occhi maliziosi
Esotico come il mistero felpato
di una cultura diversa
Rosso nella penombra
di una notte d'amore.
***
IL DOLORE INVISIBILE
Ferito a morte dalla nascita
non si vede, il pettirosso:
un muricciolo di nebbia
lo divide dal bosco delle creature.
Quanti grovigli di pensieri,
situazioni e parole inutili
si sono intrecciati
lungo il filo spinato
dove si punse il petto!
***
Assorbo la mia vita
come una spugna afflitta dal dolore.
Sangue di tempo perduto
esce dai pori dell’esistenza.
Un quadro attaccato a una parete
figura un volto piegato, in lacrime.
La stanza ha voglia d’amore,
ma la porta sembra chiusa
ad un occhio perso
nell’oblìo dei sensi di questo nuovo mondo
privo di un sentiero comune nei cuori.
***
LA POESIA
Nel cuore che batte
non v'è che una certezza:
l'amore non si pensa.
Oltre il mare, un'emozione:
un bambino che nasce.
Piange di gioia la poesia
a chi veramente la vuole amare.
Cosa c'è da spiegare agli uomini
se non di respirarla?
***
Solo nel momento,
solo così vive la fiamma,
solo di esso si nutrono
la poesia e l’amore,
parassita è il pensiero.
Ah, se il cuore e gli occhi
potessero scrivere da soli!
***
Un’ondata di mare nero
ha inquinato per sempre il mondo:
gli unici gabbiani rimasti bianchi
sono troppo pochi e deboli
per dettare le leggi del volo
verso la salvezza.
***
La pace della sera, nel silenzio,
quant’è bello e struggente essere soli!
Il cuore non ha abisso,
per quanto profondo esso sia.
La notte il respiro è lento,
non sfugge l’attimo del pensiero.
Ah, se solo tutti ascoltassero,
quante inutili morti
risparmierebbe l’amore!
***
A SANDRA
Nel fiore che si schiude
prima di sbocciare in frutto…
Nel mare che si stende sulla riva
prima che venga la risacca…
E’ in quei momenti
che sento di averti e ho paura…
***
Potere alla parola
che sgorga dal fiume
ghiacciato
Esplodendo
di magia
Potere ai sensi
che si accordano
al volo di una rondine
nel cielo
Potere all’amore
che spezza le catene
del dolore
Cospargendoci
di vita.
***
PERDONATE SE UCCIDO
Ho tanta paura di sapermi sconosciuto,
mentre il tempo incede.
Temo di non essere una persona giusta,
sebbene sappia di avere amore anche per gli altri.
Crogiolarmi è il mio universo,
seppure adesso sia al buio a raccontarmi.
***
E' un dolore pungente e forte
la mia mancanza d'amore
Sono un ragazzo che non sa piangere
e nemmeno vivere,
ma se mi apri la tua porta
forse il bambino e l'uomo si uniranno
per colmare di gioia i nostri destini.
***
Prigioniero della vita
mi mando avanti nella paura,
non c'è tregua
in questa guerra interna.
Amassi perlomeno i miei versi
potrei godere della poesia,
ma l'immobilità del mio vivere
sbarra i cancelli dell'armonia,
recintandomi di buio.
***
Inchiodato a una parete,
con gli occhi spalancati,
costretto a guardare
uno schermo di creature diverse:
davanti a questo scempio di eguaglianze
che si combinano fra loro bendate,
mi rannicchio in un angolo di dolore,
certo di essere carne della mia carne.
***
Accoglimi
così come mi sono spogliato,
con le spine di rovo nel petto,
con la forza di amare la vita nonostante tutto.
Quello che vedi sarebbe potuto essere diverso, a volerlo,
ma ho scelto di rimanere sull’onda della coerenza
poiché credimi, la purezza lava il mondo.
Amami,
non lasciare che rimanga l’unico testimone
del mio universo di pene e tesori.
***
Ti penso in questa notte di fumo,
dove neanche gli angeli mi fanno compagnia.
Con gli occhi mangiati dall'insonnia
ti scrivo lettere piene di mé,
rivelandoti che mi manca un pezzo di cuore, il tuo,
per non uccidermi nei miei silenzi.
***
BRIVIDI DI TENEBRA
Manca l’amore nella mia vita,
ogni giorno è un suicidio dei sensi,
un occhio ricolmo di lacrime invisibili.
Sono orfano di me stesso,
il mio cuore sta sotto un masso freddo.
Tremo.
***
L’IMMENSITA’ DELL’IRIDE
La grazia dell’arcobaleno
è una danza del ventre luccicante
che semina stille nel mare
facendo la corte al sole.
***
CARPE DIEM
Vivere alla giornata,
quale meraviglia
della continua sorpresa
ti riserva il nuovo giorno!
C’è chi pianifica
nel minimo dettaglio le proprie vite,
ma non conoscono
costoro
il sapore del vento,
non vedono crescere
costoro
il seme delle loro vite
deboli e belle.
Quale peccato!
Vano
rincorrere la vita
se essa non ha furia.
Quale spreco
l’avidità
se il tempo tuo
nessuno ti toglie.
***
LA VOCE DELLA POESIA
Nel mio silenzioso parlare
sento di avere perle da donare.
Ah, se solo la voce uscisse
dalla mia caverna d’amore!
Grande strumento la poesia,
che sondando la profondità del cuore,
rettifica l’umana convivenza.
***
E’ ORA DI…
Nel freddo mattutino
aleggia una speranza
forse.
Ma il mio cuore
non può aspettare a lungo:
troppe stagioni ha visto morire.
E’ ora di volare
verso un orizzonte di pace
o i lamenti
spireranno l’ultimo alito
da quest’anima straziata.
***
A MICHELA
Addormentarmi con te,
in dolce sogno ritrovarti,
passeggeri di un treno
che va sbuffando sopra le nuvole.
Nessuna stazione sarà definitiva:
solamente la nostra libertà
di amarci senza pretese
riempirà la poesia
di un lungo, intenso viaggio.
***
AMORE UNIVERSALE
Guardo uno spicchio di cielo
e un lampo di vita
nel mio cuore si staglia,
pizzicandomi d’immenso.
***
PACE DEI SENSI
La calma della vita
stamani
in cuore mio aleggia
Non c’è regalo più bello
quando lieve
è l’ondeggiare al vento
***
CROCEVIA
Nelle infinite possibilità della mente umana,
me ne sto crocefisso ad osservare le mie occasione mute
che cozzano contro uno scudo di emozioni murate.
***
ILLUMINARSI ALLA SERA
Credo che la bellezza della vita sia un raggio di sole
troppo grande da catturare.
Filtrata da una tenda, alla sera,
si può raccogliere giusto un po’ di quella luce
per riempire le nostra anime vuote, smaniose e mortali.
***
CERCO LEI
Prigioniero del cuore mio
Cellula morta di un organismo perverso e vagabondo
Sollazzo forzato in miraggio di pace
Gabbiani su Napoli si toccano le ali
mentre una puttana mi s’offre vicino al porto.
Ma io cerco Lei che non viene,
sia donna, falce, pazzia o meglio quiete.
Del resto non m’importa.
***
LA SOLITUDINE UMANA
E’ tanto dura stare al mondo, tutti scappiamo
ma la solitudine umana è un incendio che non si estirpa.
Se guardo la piazza gremita,
al centro vedo le anime ardere in una grande pira
che mi mostra chiaramente soltanto i sorrisi fermi
di scheletri tutti uguali.
***
Lampioni abbattuti,
accasciati sulla strada bagnata
nella notte della vita.
Morti perché emanavano luce diversa.
Adesso tutto sarà illuminato a giorno:
qualcuno ci ha convinto
che conta solo un bell’arredo.
***
Il muto battito del cuore scoperto
incamera le piaghe dell’anima,
che come milioni di guaiti trattenuti
torturano la mente di un ragazzo colpevole
di non volersi togliere l’asfissiante corazza
forgiata nell’ego con il ferro caldo
dell’orgoglioso io ferito.
***
Viaggiare per il mondo
su treni d’incontri,
fermarsi solo alla notte
per riposare sotto paradisi di stelle
Viandante sulle terre della vita,
possedere unicamente la Fortuna
di avere un animo Libero
dai tormenti esistenziali
che affossano molti Uomini
nella Trincea del loro fronte.
***
Costiere d’amore
s’allargano
davanti a mari di lacrime
Mentre l’uomo
si tormenta
nel suo infinito crissare.
***
OGGI VORREI REGALARTI
Ti dono una carezza di vento
sulla fronte pensosa,
un porto di forza e saggezza
per approdarci l’anima debole,
un fuoco d’amore
e un cielo di notte.
***
L’ACETO DI QUEGLI ANNI
Adolescenza mela acerba,
frutto dello spreco,
immaturità ladra
di amori come piante fiorite
lasciate al vento, senz’acqua.
Avessi con mé il calice dei momenti,
berrei quell’aspro vino
degustandolo con le papille dell’anima,
per conoscere quanto amore c’era
nell’aceto di quegli anni.
***
UNA SPERANZA ATTACCATA AL CIELO
Un soffio divino,
che si prenda il mio male,
una falce nella notte,
un cupido della pace,
un tappezziere dell’anima,
un pulviscolo di sole;
la più misera manna
a un uomo buono e indifeso,
stroncato da se stesso.
***
ESISTENZA
Barche nello stesso mare
perlustrano cale diverse
trasportate ciascuna da una sola onda,
il Destino.
Ma la notte c’è un unico porto,
il Mistero.
***
Pezzi di nevrosi
nel cimitero dell’anima,
vomito versi viziati stasera
per restare attaccato alle tette della vita,
che non mi manchi il latte
per sopravvivere a quest’obbligato,
volontario inferno.
***
NECESSITA’
Scorre il silenzio lungo il mio fiume,
che vorrebbe straripare libero,
abbattendo i suoi grandi argini,
cavalcando in groppa al suo letto,
inondandosi d’amore.
***
Ali di piombo
volano sotto l’esistenza
smaniose di planare nel cielo
libere dal metallo dell’anima.
***
Penso a questa sera
e rivedo negli occhi
la serenità di quegli anni
Fratelli di pelle
imperituri
uniti dal tessuto del tempo
che ha forgiato le nostre vite
in un vasetto di miele
Dolce tuffarsi
in questo mare di ricordi.
***
SULLA SOLITUDINE
Nella solitudine del volo
mi sento un uccello senza nido,
che vola alto, senza vedere niente,
nell’infinità di un cielo blu,
spinto da un vento crudo, privo d’amore.
***
INNO ALLA LIBERTA’
Viaggiare nudi
lungo terre nuove
per tutta un’esistenza
Sposare la libertà
di essere zingari,
puttane vagabonde
in cerca di estasi,
uomini curiosi
senza catene,
cacciatori di attimi
Sperimentare la vita
senza esserne
circoscritti.
***
AMAMI
Me ne sto
in un angolo
a mangiarmi le unghie
impaurito
E’ troppo forte
il male di vivere
E’ troppo nudo
il mio cuore
per starsene
al vento della vita.
Amore mio
se davvero esisti
Dì alle mie mani
di carezzare il mio volto
Dì al mio sorriso
di aprirsi
Dì al mio silenzio
di farsi voce
Dì a me stesso
di amarmi.
***
SPAZZOLE
Tutto mi pare
Insignificante
Come dare torto
ai sensi, del resto?
Siamo solo spazzole
a pettinare il tempo
consumate.
***
SCHERLOCK
In questo pub
si condensano voci
aleggiando
nell’aria inebriata
dal fluire dei pensieri
chiassosi
che s’intersecano
in trame di vita
raccontate
ma non svelate:
stasera capisco
quanto sia inutile
parlare.
***
UN ANGELO ALLA FINESTRA
Dalla finestra accesa
vedo i tuoi capelli mediterranei
scendere lungo la tua schiena nuda;
a un tratto ti volti,
ma nella calda ombra d’estate
non riesco a dare vita al tuo viso,
così t’immoli nella notte
lasciandomi in questo vicolo di borgo
nel quale un'altra notte spero di tornare
e salire da te per amarti
dentro la finestra accesa.
***
IL PESO DEL VUOTO
Il peso del vuoto ti schiaccia i pensieri
in fondo all’abisso del “non senso”
mentre scalcia la frenesia
delle emozioni pressate
da una mano forte e silenziosa.
***
LA MIA VITA
Osservo la gente dagli angoli del mondo
portando avanti la mia pura, dolorosa, segreta
introspezione,
a volte ridendo, a volte piangendo,
vagando come un errante pulcino
in cerca di gocce di assoluto
da bere dall’anima di questa umanità
riflessa nei miei occhi.
***
Poggio la mia anima su questo letto fedele,
compagno di riflessioni, tormenti e poesie.
Sento una discreta pace,
sarà il silenzio fucina delle mie verità;
penso ai “barboni”
che invece stendono l’anima sul cartone, al gelo
e mi chiedo se anche loro riescono a godere
del sacro silenzio che ci fa visita ogni notte.
***
Sono la vagabonda follia
di un mondo che terrorizzato ride.
***
Cerco un’anima inquieta e docile
per rendere, nel connubio,
le nostre vite meno gravi.
***
IL VIAGGIO DELLE MENTI DEBOLI
Noi menti deboli
nello scapestrato scafo
del frenetico viaggio umano
non possiamo che urtare
il nostro cuore di continuo.
Racconto esausto nella notte
la mia vita su un taccuino,
non posso farne a meno,
perché tutti devono sapere
che soffriamo un terribile mal di mare,
ma si riesce a navigare
oltre le scogliere del nostro patema
trovando nelle onde del sogno
la capacità di accettare tutto questo.
***
L’UNIVERSO DELLA VITA
Mi chiedo stasera
se il fascinoso, ammaliante
mistero della vita
stia nell’eternità
del singolo battito
del singolo pensiero
di ogni mente
di ogni anima
di ogni cuore
che ferve nell’istante.
***
LA DISCOTECA
Chiasso infernale,
rumore di gente
rumore di niente,
un inutile viavai di persone
ridenti e truccate per una sera
appartate dalla vita,
che cerca un’utopistica fuga dalla realtà
dimenandosi nella debole, artificiale luce della mondanità
pericolosa, effimera signora dello sballo.
Con l’alba del nuovo giorno
rimarranno solo i cumuli di cristallo
dei triti, vani separé
che qualcuno, nella notte,
ha creduto solide distanze.
***
ALCOL
Un bicchiere
per chi non vuole
vedere
Un bicchiere
per chi è fragile
Ma fragile e nemico
è il bicchiere
che chiede
ancora e ancora
i tuoi guai
per versarli
proprio lì
dove ti duole.
Non dare
al bicchiere
i tuoi guai,
dividili con me.
***
Per quanto calmo possa essere il mio mare mosso,
mi contento di questa pace dei sensi stasera,
la quale mi fa libero prigioniero della vita,
che tanto si vive e si muore di continuo.
***
Crudele e spietata
è la realtà
di questa cruda
e dura vita
che agonizza
nel vuoto
di una spenta
speranza
che già sa
di aver avuto
tutto
o forse nulla.
***
Voltati un attimo
verso di me,
strizzami l’occhio,
indicami i miei mostri
e denudali sorridendomi.
Poi aprimi una strada
e fa che possa camminare
incontro al mondo,
perché ho un’incontenibile voglia
di accarezzarlo.
***
Sorridimi
timida ragazza
malfidata.
Tocca la mia carne
virile,
pensa solo
alla bellezza
del mio corpo,
ascolta per una volta
la chimica e nient’altro,
concediti, Eva,
a me che sono Adamo.
***
Pietra dura
sui miei occhi
devastati
dal rimugino mentale.
Frustate all’anima
logorata
dal mio vivere
anancastico
e tormentato.
Sbarre di ferro
a chiudere
i cancelli
della normalità.
Nauseabondo
mi trascino
sulla mia via
riluttante.
Voglio scrivere,
questo sì:
la mia vena
mi concede
uno spazio morbido
su questo pungoloso
mucchio di pietre.
***
Le cicche sui binari della stazione
raccontano pensieri fumati
di attimi vissuti
da vite in continuo viaggio
adesso a far morire gli istanti
in altre cicche, sul solito binario.
***
Dalla passeggiata
sopra il golfo
cingerti la vita
mentre guardi le stelle
vorrei.
Mentre il mondo
si rincorre nei pensieri,
in questa notte
che lascerà il posto
a un altro giorno
nell’infinito spazio
delle mille domande umane,
misere e senza risposta,
troverò nel nostro silenzio
la certezza di amarti.
***
Ecco
Sto
Trovando nell’aria
Rapida
Occasione di spicco
***
Non c’è senso
questa sera
in una vita,
solo l’eterno
caos delirante
di una mente
martoriata.
Sovviene
il terrore
di un’attesa
senza fine.
Fuori luci
operose
mi fanno sentire
lontano.
***
Affido questo biglietto al mare
affinché la bottiglia che lo contiene
possa navigare con onde buone, fino a te.
Fino a te che su una qualche riva
stai raccogliendo le mie parole,
adesso anche tue.
Non ho viaggiato molto,
ma se ti senti musa dei miei versi,
anello mancante del nostro desiderio
di pace e passione: allora soffia… soffia,
così il vento m’indicherà la strada
per raggiungerti.
***
Sulla luna
stanno costruendo
case per i poeti
stanchi
di amarla di nascosto.
Così poi dalla luna
verrà meno il dolore
terreno.
***
INCONSCIO
Guai attaccati alle speranze,
un mondo che soffre,
un mondo che sogna.
Eterna immagine della vita
riflessa in uno stagno,
il nostro pensiero
che subisce e decide da sé.
***
RIFLESSI
Sentori d’infinita paura
s’aggrovigliano al mio cuore
rendendomi cosciente spettatore
di questa profonda mia tortura.
***
In questa disperata solitudine
non c’è vento che adotti il mio aquilone.
***
In questo piatto mare grigio
lascio navigare la mia nave all’orizzonte,
dove il cielo si stringe nel mistero,
dove il presente si mescola col sogno,
dove la paura si siede sul trono della mia volontà.
***
Specchi d’acqua che brillano
vogliosi di ninfee d’amore,
stanchi di foglie di passaggio
uccelli che non cantano
alberi abbattuti.
Anche la natura è depressa
per la nostra mente di cemento.
***
Come un serpente curioso
la noia mi s’annoda addosso
togliendomi il gusto di pensare.
Mi cala in un limbo di sventura
da dove, armato di penna,
mi traghetto per un po’,
componendo di versi
quest’opaco mosaico di momenti.
***
In questo vortice di momenti, ore, giorni,
sento passare la vita come un vagone pesante.
Quando la luce è spenta non c’è candela che duri a lungo
e se mi chiedono perché scrivo
io rispondo che la vita è vento e noi siamo girandole.
Dunque a che serve la mia faccia se catturo il vento con l’inchiostro?
***
Nel grande vagare delle vite
la mia è una fragile conchiglia
che piange in silenzio sulla riva.
***
Ad ogni battito del tempo
la paura m’inabissa.
Pioggia di morte
bagna la mia mente
stanca.
I sospiri del cuore
alzano lentamente gli occhi
affidando al loro sguardo
la speranza di ottenere
Pietà.
***
Ali di sangue
volano nel cielo dei condannati
disegnando cuori spezzati sulla terra.
Occhi di lacrime
inondano fiumi d’indifferenza.
Urla demoniache
spezzano l’omertà della gente.
S’innalza il lamento straziante
delle anime rubate
dai mercanti del terzo millennio.
***
Ci sono ingiustizie più forti del vento,
vento che ti rapisce
sparpagliando i tuoi pezzi di vita
in fondo al più crudele degli oceani,
che porta a galla i lamenti di anime morenti
emessi dalle fauci di un delfino
arso delle fiamme dell’inferno silenzioso.
***
In quest’immenso mare di travagli
nuoto senza braccia
affogando ad ogni onda.
Non c’è più sale
in questo moto di sensi perduti.
Così, tristemente,
ogni riva s’allontana.
***
In questo silenzio
non sono altro
che vuoto compresso.
***
Da sotto terra un grido la squarcia:
sono le anime insonni desiderose di pace,
sono quelli che sentono il caos dell’umana stirpe,
sono quelli che vogliono la nuda parola e il nitido abbraccio.
***
Una minestra calda,
un piatto di fagioli e grano,
una coperta sull’Africa.
***
In questo smarrimento
mi rapisco
indomito.
***
Questo vento gelido
alimenta in mé
la paura delle tenebre in vita.
***
Anime straziate,
rosicchiate dal caos del mondo,
violentate senza tregua
dall’assillo dell’avidità.
Fermiamoci un giorno
o la nostra lava ci travolgerà.
***
FRAMMENTI
Dove sta la libertà,
quale sentiero devo prendere,
a quale fonte devo abbeverarmi?
Cos’è questa pienezza
pungolata da dubbi
sentore di speranze e paure?
Si uniranno mai i miei versi
in un’unica poesia?
***
GUARDANDO UN PANORAMA NOTTURNO
Queste luci
come milioni di pensieri accesi
rivelano la mia mente infuocata.
***
Cosa sarà mai
una parola
un gesto
nel momento
in cui la mente
s’appresta
ad allietarsene?
***
I vecchi
mani ruvide
e parole soffici
seme antico
di una ricetta sana
che aveva il sapore
del “poco” ma semplice
e buono.
Oggi restano
i loro saggi consigli,
però del “troppo”,
complicato, viziato
e malsano,
a loro
non fu data ricetta.
***
Nell’immobilità della sorte
resto racchiuso in un angolo di dolore.
***
Nel dolore
m’annego
impietrito.
***
Parole mute
toccano silenzi fermi
incidendo attimi agonizzanti
nell’eterno tremore
che è la mia vita.
***
SULLA BARCA
Il mare smosso dallo scafo del battello,
il vento nei capelli,
gli occhi chiusi a godere del sole,
la lingua passata sulle labbra
ad assaporare il salmastro.
Sento il piacere che ti percorre:
t’immagino nuda
che m’inviti al tuo estatico banchetto.
***
Davanti a tanta terra fertile,
un grande spreco è la mia vita.
***
Se avessi le ali
non avrei nemmeno bisogno di spiegarle:
mi basterebbe il volo
del più malandato piccione.
***
IO SONO QUEL BAMBINO
Prendi un bambino
e buttalo nel mondo dei grandi.
Crescerà, ma i suoi occhi
saranno condannati all’eterna paura.
Io sono quel bambino.
***
Sono il risultato di mille paure vacillanti,
Sono il prodotto di un’immobilità umana
di fronte al mondo.
***
Sono una bottiglia vuota
gettata nel mare senza biglietto.
***
Siamo anime di paglia in controluce,
fili d’erba strappati dal vento,
cumuli di sabbia pressati,
destini rubati,
vite recise.
***
Immobile
Fuori luogo
Senz’amore
Condannato.
***
Che cosa mi resta di te
se non la dolce illusione
di non averti mai vista?
***
Amo la vita
nel suo mischiarsi di euforie.
***
A UNA PERSONA “NORMALE”
Vorrei essere te
vestito di mé.
***
Accatastato in un angolo
sento il silenzio della vita:
è un panico di tomba,
una notte strangolata.
***
Sono un bimbo che non vuole sguardi,
custodisco una ferita.
***
Mi vorrei cullare in eterno
sulle rive di un torrente.
***
Risplende il silenzio
in questa quiete serale,
prima del sonno,
prima che venga il nuovo giorno
a ricomporre la fretta.
***
Ho sete dei tuoi occhi bruni
del tuo viso d’angelo
della tua oscurità
Voglio succhiare le tue labbra
Averti
ma solo desiderandoti.
Sparisci adesso.
***
Stasera l’aria è torrida,
non lascia spazio a un respiro vitalizio.
Si è spenta una luce:
è morto un giorno.
***
Nella solitudine
m’abbraccio
senz’occhi.
***
Il sudore scende dai due corpi nudi
avvolti nel fuoco della carne
desiderosa di brace.
In un’unica segreta notte
di gola e peccato.
***
IL DONO
Ali d’angelo
rannicchiata e nuda
posi il mento sulle ginocchia
lo sguardo perso nel vuoto
La voglia di paradiso ti assale
La terra non si cura della tua bellezza
perché come mille pecore
gli altri vagano lungo pascoli artefatti.
***
Sento la paura, la grandezza del mondo,
sono un bimbo vestito da grande.
***
Qualcuno mi spense la sigaretta sul cuore,
guardandomi negli occhi,
e se ne andò
lasciandomi in tasca un mare di dolore.
***
Troppo arduo è il compito dell’uomo:
una continua lotta
per poi avere delle briciole di piacere.
Vorrei essere un albero
piantato nella natura.
***
Carezze al cuore vorrei
Niente pietà, né compassione
Solamente amore
all’uomo che sono.
***
Mi affanno a coprire il vuoto
ma è come sotterrare il mare.
***
Frutti non colti
di fronte a quest’immenso pascolare.
***
E’ una fune tra le nuvole e il sole
che ci spinge ad arrampicarci su,
è il pazzo sacrosanto istinto
della curiosità del vivere.
***
Passa ogni giorno il treno in stazione
ed io ogni giorno sono voltato
a guardare il tabellone
e a cercare un bagaglio.
***
Vorrei cuocere lentamente
nella brace del silenzio.
***
SPARTITO
Dita vellutate si posano sul dolce seno
suonando tasti mai premuti,
la pancia vibra come un’arpa
e la natura freme,
i piedi si puntano alle lenzuola
e un gemito di piacere
alita caldo nella bocca dell’amante.
***
MORTE DELL’INCOSCIENZA
Non tornerà più quella fiamma di pensieri,
quel fuoco di cielo,
quella pazza libertà
che sotterrava l’altra faccia della vita.
***
IMMORTALITA’
Cuore maledetto
in una sinfonia
eternamente bella
Sguardo accecante
di rabbia matura
in un’esplosione
di brandelli di grandezza
nello spazio
***
La mia mente è una spugna imbevuta
dalla paura di esistere.
***
Crescerà lentamente un fiore danzando,
da quel pezzo di terra
che qualcuno coprì di cemento.
***
La luce in fondo al cunicolo
ogni giorno s’allontana
mentre fuori
crescono vite inconsapevoli
del nostro silente martirio.
***
E’ l’anima di un ghepardo morto giovane
che rincorre la mia ombra spingendola,
rendendo ansante il mio cammino.
***
UN PICCOLO OLIVETO IN UNA NOTTE STELLATA
Protési gli olivi alle stelle,
in cerchio a difendersi
dalle luci dell’uomo.
***
Vorrei essere trasparente
come un mare cristallino
al solleone.
***
Corona di spine
a ricordarmi
la vita donata.
***
LE PAROLE DI UNA VITA
Se brucerò all’inferno
sarà con te, anima mia:
non saranno certo le fiamme
a cancellare le parole di una vita.
***
ALDILA’ DELLA SPIAGGIA
Donami un soffio di vento
cosicché il mio cuore possa volare,
aldilà della spiaggia,
donami il silenzio
cosicché la mia mente possa planare,
donami il presente di un attimo.
***
ULTIME VOLONTA’
Amami, sinceramente.
Che io possa vedere il tuo cuore
battere per me, poi dimentica.
***
NATO PER SOGNARE
Di essere spettatore sono stanco,
che sia questo il mio ruolo?
Potranno mai i miei occhi
alzarsi in volo lacrimando?
***
Ci sarà riscatto,
un amore in serbo,
un paradiso dipinto,
due ali buone in cantina.
Ci sarà, per noi.
***
Bronzo contorno di luna stasera
***
Brulica il mio io
sotto una matassa di niente.
***
Sono dentro a un qualcosa
che impasta i giorni
e non mi fa vedere il lievito.
Come sinfonia già inevitabilmente composta,
come stampini di ferro
a cui è già stata data la forma.
***
L’UOMO
Fiotti di lacrime mi riempiono il cuore,
seduto su uno scoglio guardo il mare:
siamo tutti spiaggia troppo piccola per contenerlo.
***
Giorni come foglie secche
usate da un vento ghiaccio,
che si ruba vite per gioco,
per la noia di soffiare.
***
GLI OCCHI DEGLI AMANTI
Si salveranno solo gli innamorati
da queste crepe che ogni giorno s’allungano.
Si perché l’amore per loro è sole in terra,
mentre il mondo solamente cielo.
***
INCESSANTEMENTE
Non battono più i momenti,
non c’è più brillantina nel cuore,
il tempo si è seduto e non la smette di fumare.
***
Siamo tutti un passaggio furtivo
che occupa lo spazio.
Il tuo sorriso lo vedo adesso
ma a che serve
se non rimarrà la sua immagine nel tempo?
Siamo tutti un passaggio furtivo
che occupa lo spazio.
***
Muto
mi tengo il silenzio,
chiudo gli occhi al cuore:
il capotreno ci fa paura.
***
Mi viene concesso un attimo sulle mani,
cerco di non soffiarci,
ma la polvere si sa,
vola via da sé.
***
LASCIO IL POSTO
Sento i sassi cadere
e spiaccicare il fiume,
è un tuffo di disastro.
Una madre sulla sponda piange
con in braccio la sua nuova creatura.
***
ETERNO
Camminerò al buio sui tuoi passi
fino a che non si volterà il tuo sorriso
a confermarmi
che non è stato tutto vano.
***
Inalo la turpe stagione
che mi ha fatto foglia marrone
ai piedi di un cipresso
che mi vorrebbe abbracciare
ma non ha le mani.
***
Se potessi me ne andrei dove mi sfiorerebbe soltanto il brivido,
dove la mente servirebbe soltanto a permettere alla voce
di sussurrare qualche parola d’amore,
dove il sogno non desterebbe gli occhi da un tramonto,
dove potrei vivere bevendo lacrime
e morire assaggiando bacche.
***
Desidero solo sognare,
drogatemi l’anima,
perché voglio essere il re
di questa maledetta vita.
***
Mi mordo le labbra
e sanguina il tempo malvagio
che mi erode
ma non mi scalfisce.
Nessuno sa
che sono il bene e il male
scolpiti nella roccia.
***
Scelgo di non cambiare
perché è con queste scarpe che sono nato
Ho ancora i sassolini
Fanno male
Però sono i miei sassolini
e queste le mie scarpe.
***
L’orologio del campanile è fermo,
le nuvole intorno alla piazza viaggiano piano.
Le bandiere poco fiere sembrano schive agli sguardi.
Regna una quiete senza sale.
***
Ho te nella notte,
Non sarò mai solo
Siamo vita unica
stretta insieme.
***
La brughiera si fa spazio nel sole,
tra gli alberi spogli di foglie
ma fitti di vita,
che si mostrano fieri, a braccia aperte
a indicarci il cielo.
***
Sogno la libertà
dal carcere;
anche se nessuno mi ha carcerato,
Sogno la libertà;
sogno qualcosa di più
anche se non so dove sta
anche se so che c’è,
Sogno la libertà.
***
Profondamente vivo dentro me,
quasi mi cingo con l’anima.
Lascio in superficie soltanto il mio viso
che da solo si trucca.
***
Un giorno si spezzeranno le stagioni
Ci sarà solo il mare
a fare la guardia al tempo
E l’ago della bussola
condurrà a una sola stella.
***
Intingo il pennello in una pozza di colori
e l’acqua che scende
non è altro che l’occasione persa,
avviluppata a sé stessa.
***
Al mondo esiste una speranza
che risiede oltre il cielo
ma nessuno di noi sa come chiamarla.
Forse il mondo è talmente bello
che c’ingarbuglia di sogni.
***
La noia ricorre come gli incubi,
si rimpiatta
e poi ti assale.
Demone più o meno grande,
parassita dell’uomo.
***
Ho negli occhi
il rosso polveroso della battaglia infinita,
l’azzurro opaco dei ricordi
e il bianco marmoreo della fanciullezza persa.
***
SELVA
Mai avrei creduto esistesse un tale luogo:
senza strade
senza sole
senza risposta.
Avvolto
in una campana di ghiaccio che non suona.
***
La musica è il vento in viaggio,
la calamita dell’eterno,
il mutamento,
la distruzione,
l’assoluto.
***
LIEVE
Modelliamo le parole
come dolci sono le colline,
come il sarto cuce
e come la luna si veste,
quando non sa che la vediamo.
***
SETE
Vanno a caccia di pozze
i ragazzi del fango
mentre scorrono le docce.
***
QUARANTENA
Come bestie allo sfacelo
ho visto i vostri occhi muti
nei volti scavi
della vita decisa
da qualcuno che convinse.
***
Un caos di eterna libertà
impiastriccia il tramonto
e mette le ali alle nuvole.
***
PORTE
Il pensiero si spande a macchia d’olio,
unge pomelli.
E le mie mani scivolano via senza aprire.
***
Mi aggrappo a un fiore di lavanda
***
Il freddo si tempra nel bosco selvaggio
***
ABBAZIA
L’anima col corpo si fonde
e di perdono si veste;
portando con sé
il saio di un frate martoriato.
***
LADRO
Profano il ricordo segreto
di un bambino
che per la prima volta
vide la luna.
***
GENERE UMANO
Cristallizzerò la rabbia
in un cataclisma
che porrà fine al mondo intero.
***
QUERCIA
Staccatemi le foglie,
tagliatemi i rami,
ma la mia linfa è sangue impavido
e il mio tronco è di granito.
***
GIRO DI VITE
Mistero nella notte
che da sola sogna
e di soprassalto ti leva.
E un altro giorno
bussa alla tua porta.
***
C’ERA UNA VOLTA
Cavalcherò gli stagni della giovinezza,
andrò a cercare l’oro in paesi remoti,
parlerò col vento che m’ha cresciuto,
mi nutrirò di sapere insaputo.
Ma ruberò una scatola di sogni.
***
ROULETTE
Ricordo con silenzio nostalgico
emozioni ormai effuse
di un’incoscienza
che adesso non c’è più.
Adesso Paura.
***
Ti guarderò nel silenzio dei tuoi sguardi,
gusterò l’eco di ogni tuo sorriso;
andrò da una stella,
e le dirò di farti brillare anche di notte.
***
SUPPLIZIO
L’attesa è silenziosa,
ma come un cilicio morde,
stringe.
E sanguina sangue incolore.
***
Cadono lacrime di sangue sull’asfalto
***
Ho visto nascere aironi in volo
***
Sono un sasso animato
violentato da un fiume che non ha foce.
***
Mi sento addosso lacrime di ferro,
respiro piano il mio lamento.
Non sento l’eco nella grotta.
***
ESTRO
Il pensiero s’attenua,
la mente dilaga,
la fantasia adesso è padrona.
***
SAGGEZZA
Manifesti di un tempo ormai andato,
miopi ricordi di amori perduti,
rimpianti e rimorsi
di una vita mai vissuta.
***
OBLO’
Vorrei essere il fondo di un vulcano.
Per vedere solo il cielo.
***
A DIO
Portami con te fra gli angeli,
o lasciami morire ai tuoi piedi.
***
LIBERTA’ NEGATA
Incatenati a una società violenta,
che ci lega le ali con lo spago,
che ci fa correre contro tutto,
e contro nulla.
***
UN’ALTRA VITA
Vorrei essere altrove,
ma non con me stesso.
***
MORSA
Vigliacca la vita,
che mi tortura da dentro,
in questa notte di metallo,
tra le luci della sera,
una panchina
e un marciapiede sgombro.
***
ATTRAZIONE MAGNETICA
Labbra che si baciano,
spicchi di frutta matura,
cruda passione,
desiderio violento e carnale.
***
TORRIDO GELO
La neve si gela dentro me,
sono un ghiacciaio di pensieri,
mi scaldo le mani,
mani che sfiorano altre mani gelate,
in un braciere ardente di carezze.
***
LAGO DENTRO
Un lago di primavera,
di quelli dove ci sciano i raggi di sole,
dove le onde si muovono senza infrangersi,
dove il verde attorno è parte.
***
IN VIAGGIO
Fuggire da qui,
macinare chilometri col cuore.
Accarezzare paesaggi che superano lo stupore,
scordarsi del tempo,
scordarsi…
***
A LUCIANO
Musica che esce da queste mani,
la sento trasformarsi in una poesia smaniosa
che scivola via insieme alle mie lacrime,
mentre ascolto un genio che adesso non c’è più.
***
INERME
La mia rabbia non ha più confini,
eppure deve restare muta.
Ammanettata a se stessa
e buttata in un fienile.
***
DOVUNQUE
Nemmeno su un’isola incontaminata,
nemmeno in fondo al mare,
nemmeno sopra il cielo,
nemmeno sulla luna…
c’è posto per me.
***
SOLO
Mi basteresti tu,
tu che mi ami,
tu che provi il mio stesso dolore.
Addormentiamoci insieme
e fuggiamo nel sogno.
***
LONTANO
Un giorno un vento
mi placherà l’anima per un istante
e quell’istante mi basterà.
***
LA PACE DELL’ANIMO
Chissà com’è la quiete…
Mi basterebbe respirarla ogni tanto;
Mi metterei dentro un albero,
così ascolterei anche il silenzio del bosco.
***
IMMAGINA
Immagina il mare a cielo aperto.
Il sole che al tramonto scende per lavarsi i raggi.
Il vento che spazzola l’acqua di cristallo.
Un quadro abbandonato sulla riva ne è il risultato.
***
LA VITA CHE VORREI
Vorrei essere un angelo,
vivere senza l’affanno
e volare fino a che non mi sudino le ali.